Allora, diciamolo chiaro: il concerto è stato deludente. Stamattina dicevo a M. che se uno ci fosse capitato per curiosità o per caso, be’, un disco dei Balmorhea, dopo, non lo avrebbe ascoltato proprio. Il che è grave perchè i concerti dei musicisti ancora poco ( o per nulla ) noti a quello servono, a farti venir voglia di ascoltarli ancora, dal vivo e in riproduzione.

Chi ha come me una conoscenza solo recente del gruppo di Austin, Texas, e ne aveva apprezzato le carattertistiche compositive, la ricerca di una originalità ben difficile da raggiungere ma costante nella tensione, oggi torna ad ascoltarli con la sensazione di aver mancato un incontro ma di non aver perduto la voglia di riprovarci.

Magari in una sala da concerto più adatta.

Intendiamoci, quelli del TETRIS sono da benedire, è anche grazie a loro che qui c’è una scena musicale, ma lo spazio angusto non era adatto alle sonorità, nè alla concentrazione ( per i musicisti quanto per gli ascoltatori ) necessaria.

Temo se ne siano accorti anche i ragazzi del gruppo, che hanno dato vita a un concerto frettoloso, dopo aver cercato invano una risposta dal pubblico. La mia sensazione è che non più di cinque persone erano lì PER la musica dei Balmorhea, ne conoscevano già atmosfere e rimandi, armonie e contrasti.

La scaletta ha ricalcato ( in forma abbreviata ) quelle dei concerti di Roma e Carpi, stasera suonano al Bronson di Ravenna: auguro loro una serata, un POSTO adatto.

Quanto a me, un concerto eccezionale alla settimana è abbastanza, e quello di Keith Tippett al Conservatorio Tartini, lunedì scorso lo era proprio.

Qui una playlist video degna.

Allora, diciamolo chiaro: il concerto è stato deludente. Stamattina dicevo a M. che se uno ci fosse capitato per curiosità o per caso, be’, un disco dei Balmorhea, dopo, non lo avrebbe ascoltato proprio. Il che è grave perchè i concerti dei musicisti ancora poco ( o per nulla ) noti a quello servono, a farti venir voglia di ascoltarli ancora, dal vivo e in riproduzione.

Chi ha come me una conoscenza solo recente del gruppo di Austin, Texas, e ne aveva apprezzato le carattertistiche compositive, la ricerca di una originalità ben difficile da raggiungere ma costante nella tensione, oggi torna ad ascoltarli con la sensazione di aver mancato un incontro ma di non aver perduto la voglia di riprovarci.

Magari in una sala da concerto più adatta.

Intendiamoci, quelli del TETRIS sono da benedire, è anche grazie a loro che qui c’è una scena musicale, ma lo spazio angusto non era adatto alle sonorità, nè alla concentrazione ( per i musicisti quanto per gli ascoltatori ) necessaria.

Temo se ne siano accorti anche i ragazzi del gruppo, che hanno dato vita a un concerto frettoloso, dopo aver cercato invano una risposta dal pubblico. La mia sensazione è che non più di cinque persone erano lì PER la musica dei Balmorhea, ne conoscevano già atmosfere e rimandi, armonie e contrasti.

La scaletta ha ricalcato ( in forma abbreviata ) quelle dei concerti di Roma e Carpi, stasera suonano al Bronson di Ravenna: auguro loro una serata, un POSTO adatto.

Quanto a me, un concerto eccezionale alla settimana è abbastanza, e quello di Keith Tippett al Conservatorio Tartini, lunedì scorso lo era proprio.

Qui una playlist video degna.

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