La Linea Di Bao sono due .
La Linea Di Bao sono due .
la tana vecchia è ancora aperta
Ciò che viene chiamato il Terzo Millennio, secondo un conteggio parziale e manipolato, è/sarà – adottando gli stessi parametri, che non sono i miei – il Tempo della Extra Modernità.
Poi non dite che non ve l’avevo scritto.
Il Primo Movimento, Modéré, del Trio per Violino, Pianoforte e Violoncello di Ravel è la Sigla di questo Programma, di cui avete letto la prima e anche l’ultima Puntata.
Nella conoscenza, dunque nella consapevolezza di un tema - sin dalle prime battute riconosciuto solo da chi ne ha già ascoltato e visto lo sviluppo - sta già dal principio, anche nel solo titolo, tutto.
Così dunque, come da quest’accordo di pianoforte raveliano, il tema della extramodernità è per me già del tutto dipanato.
E non ci saranno frasi o musiche o poesie o romanzi che potranno mai dirlo meglio di così.
Allusioni, coincidenze, variazioni - forse - seguiranno.
Ma toglieranno certamente qualcosa, con-fonderanno.
Ascoltate la linea del violino, il tappeto del piano, il commento del violoncello.
Di cosaltro avete bisogno, eh ?
Let It Snow, Let It, LET !
giulia blasi, sara pagliaro e valerio fiandra , libreria minerva, 4 novembre 2010.
presentazione de ” il mondo prima che arrivassi tu ” ( mondadori )
( foto elenucci , che si ringrazia )
Walter Chendi trionfa a Lucca Comics
La Porta di Sion conquista il primo premio
Dopo la presentazione del dossier che Pagine Ebraiche di novembre dedica ai rapporti fra cultura ebraica e mondo del fumetto, dal Lucca Comics and Games 2010 arriva un’altra notizia significativa. “La porta di Sion”, la graphic novel di Walter Chendi dedicato al ruolo che Trieste svolse negli anni Trenta come tappa di migliaia di ebrei europei verso la Palestina, ha vinto il premio Gran Guinigi 2010 per la migliore storia lunga: un autentico Oscar del fumetto, assegnato ogni anno dalla seconda fiera di comics in Europa, e terza nel mondo. La storia del giovane Jacob e della sua partenza per la Palestina dopo la proclamazione delle leggi razziste era stata presentata in anteprima da Pagine Ebraiche nel gennaio del 2010. Walter Chendi ha incontrato di nuovo la redazione del Portale dell’ebraismo italiano a Trieste durante Redazione aperta 2010, ha firmato alcuni disegni del numero zero di Daf Daf ed era alla presentazione del dossier Comics and Jews a Lucca.
Nella motivazione la giuria ha sottolineato “l’estrema godibilità e lo story-telling nitido”, con cui l’autore “si è messo al servizio di una narrazione importante per il tema trattato e avvincente per gli snodi del racconto”, aggiungendo che “la vicenda narrata riesce a mettere a parte il lettore di un evento storico drammatico senza cadere in una retorica di circostanza”, rivolgendosi in modo efficace sia agli adulti che ai più giovani.
- Walter prima di tutto complimenti. Ti aspettavi l’assegnazione di questo premio?
- Assolutamente no. Se devo essere sincero non credevo possibile che premiassero la mia storia, considerando quello che è l’orientamento politico-culturale che va per la maggiore in questo periodo. Tra l’altro nessuno mi aveva avvertito, quindi quando sabato sera in Teatro ho sentito pronunciare il mio nome sono rimasto davvero incredulo. Questo è il primo riconoscimento importante nella mia carriera, ed è una grande emozione. Ci tengo a ringraziare il mio maestro, Vittorio Giardino, e anche la redazione di Pagine Ebraiche, che per prima ha creduto nel mio lavoro.
- Per scrivere “La porta di Sion” ti sei trovato ad approcciare per la prima volta il mondo ebraico, la storia, le tradizioni…
- È stato un’esplorazione molto affascinante, e devo ammettere che un aiuto importantissimo me l’ha dato Valerio Fiandra, consigliandomi le letture giuste, e spiegandomi con grande pazienza tutto quello che avevo bisogno di capire. Poi dopo la fase della documentazione, mi sono sforzato di scegliere la strada più semplice per raccontare la mia storia, senza addentrarmi in dettagli che probabilmente io stesso non sarei stato in grado di comprendere fino in fondo.
- In tutte le tue opere si nota un’attenzione particolare per il tema della diversità e delle minoranze.
-Io penso che in qualsiasi forma di arte sia importante parlare di qualcosa che si conosce bene e, allo stesso tempo, di farlo in modo diversificato. Io scrivo di Trieste e scriverò sempre di Trieste. Penso che la mia città rappresenti essa stessa una minoranza in Italia. E al suo interno le minoranze sono tantissime. È un elemento fondamentale della vita di questa zona. Io ho assistito spesso anche a episodi di discriminazione. Per questo parlare di minoranze mi viene assolutamente naturale.
- Archiviata “La porta di Sion”, hai in cantiere nuovi progetti?
- A metà novembre usciranno cinque nuovi episodi delle “Maldobrìe” (novelle a fumetti tratte dall’omonima raccolta di Carpinteri e Faraguna, che raccontano storie di marinai del primo Novecento in dialetto istro-veneto-trentino ndr). E sto lavorando a un’altra storia lunga, che sarà incentrata sul tema del rapporto tra amore, vita e morte in tempo di guerra, sulla linea che separa la guerra giusta dalla guerra ingiusta, sulla libertà di pensiero. Sono ancora in fase di studio. D’altra parte per “La porta di Sion” ho impiegato quasi cinque anni, quindi penso dovrà passare ancora un po’ di tempo!
Fonte: http://www.moked.it/unione_informa/101101/101101.html
L’illustrazione qua sopra è la copertina di un libro scritto dalla stessa persona che scrive il post ” Mondi Paralleli “. La metto per ricordare ai papàmamme che mi leggessero che io, fossi loro, lo comprerei, quel libro lì. Insegna cose, ma senza farsene accorgere. Io di me, che non ho figli e i nipoti sono grandi, l’ho comprato per l’unico piccolo e basso abbastanza per capirlo e gustarlo davvero: me .
( io, poi, che Huckle, Bovary, Orsino e Sancho siano vivi non ho mai avuto dubbi, ma questo già lo sapete )
Balmorhea, Live @ TETRIS, Trieste
Venerdì 29 ottobre, 22.00
Certi giorni sono speciali. Non e’ tanto quel che capita, quanto quel che si intende. Tutto pare - no:e’ - evidente. Oggi e’ stato cosi’ per me. E ora mi accorgo di questa serie di numeri, dieci giorni dopo il 10.10.10 .
Non e’ divertente ?
A stare in rete si legge tanto.
( … )
Naturalmente, se il problema fosse ciò che la gggente legge, beh: non sarebbe un problema. Ognuno si fa del male come meglio crede, diciamo, e nessuno costringe nessuno a leggere tomi, articolesse o citazioni più o meno profonde e felici. No, il punto è un altro. E’ che quel che si legge poi lo si scrive, è dalla lettura che viene la scrittura; e non so, a costo di passare per la millemillesima volta per l’anziano insofferente legato a vecchi schemi e ricordi polverosi, ma a me pare che la rete, luogo di parole più della biblioteca di Alessandria, ci stia arricchendo e migliorando molto poco
( … )
Squonk » Listen deeply, tell stories
Un sentimento-progetto che condivido al punto di farne una regola, a datare simbolicamente il giorno dopo a ieri, puntualmente quello del Convegno Michelstaedter a Gorizia, e anacronisticamente quello del vero Non Fare .
Un post da leggere in controcampo, da LetturaLenta
[Thomas Bernhard] (via solidair)
” Da un certo punto in avanti non c’è più modo di tornare indietro. È quello il punto al quale si deve arrivare”.
Franz Kafka